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Il modello NextChem di Distretto Circolare Verde

Decarbonizzare riciclando: oggi è possibile grazie al Distretto Circolare Verde, cuore della transizione energetica

Il nostro Modello di Distretto Circolare Verde consente di produrre polimeri riciclati, prodotti chimici, idrogeno e carburanti a basso contenuto carbonico, riciclando la plastica e recuperando rifiuti non riciclabili.

Il modello è stato sviluppato da NextChem, società del Gruppo Maire Tecnimont, che opera nel campo della chimica verde e delle tecnologie a supporto della transizione energetica.

La roadmap di NextChem si divide in tre aree di attività: Greening the Brown – tecnologie per la riduzione delle emissioni di impianti tradizionali esistenti; Circular Economy – tecnologie per il riciclo dei rifiuti plastici e di altri materiali di scarto; Green-Green – tecnologie per la produzione di intermedi, bio-carburanti e bio-plastiche.

NextChem ha un portafoglio che include tecnologie proprietarie, tecnologie licenziate in esclusiva, piattaforme di integrazione tecnologica, servizi di EPC.

L’albero: macchina naturale perfetta, la migliore tecnologia esistente sul pianeta per il recupero dell’anidride carbonica.
L’albero: macchina naturale perfetta, la migliore tecnologia esistente sul pianeta per il recupero dell’anidride carbonica.
Oggi il mondo si sta interrogando su come integrare con soluzioni tecnologiche quella che è la funzione naturale degli alberi nel mantenimento dell’equilibrio carbonico funzionale alla stabilità climatica. Il percorso è ormai definito e si chiama “transizione energetica”: ma che cosa è esattamente la transizione energetica?
Un modello di futuro sostenibile realizzabile già oggi

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Una soluzione per la transizione energetica innovativa e sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, di cui l’Italia può diventare leader in Europa e nel mondo.

Riconvertire vecchi impianti in chiave
green

Creare occupazione e nuove imprese

Il Distretto Circolare Verde porta benefici all’ambiente, all’economia e alla società

#1DecarbonizzazionePermette di produrre prodotti chimici e carburanti low carbon che consentono una riduzione delle emissioni di CO2.
#2RicicloConsente di incrementare il tasso di riciclo, riducendo l’incenerimento e lo smaltimento in discarica.
#3OccupazionePermette di riconvertire con la chimica verde siti industriali tradizionali e creare nuova occupazione.
#4Economie localiPermette di ridurre le importazioni e la dipendenza dall’estero per chemicals strategici per l’economia e promuovere indotto e nuove filiere.

Leggi le domande più frequenti e le relative risposte

Tra i prodotti della conversione chimica dei rifiuti c’è anche la CO2?

Sì, c’è anche una piccola quantità, intorno al 5-6%, di CO2 nel prodotto in uscita dal Distretto Circolare Verde, ma noi puntiamo alla neutralità carbonica del processo e dunque, sia mediante il monitoraggio dei parametri, che mediante l’integrazione del processo con idrogeno verde, stiamo progettando il completo abbattimento dell’impatto carbonico.

Quanti posti di lavoro potrebbero essere creati da ciascun Distretto Circolare Verde?

Il progetto di un Distretto Circolare Verde consente una previsione di 100-200 nuovi posti di lavoro tra diretti e indiretti, più circa 400-500 dedicati alla costruzione dell’impianto, durante il periodo della realizzazione. 

Che tipologie di rifiuti possono essere trattate nel Distretto Circolare Verde?

Prevalentemente rifiuti plastici, CSS ma con la nostra tecnologia possiamo trattare ogni tipo di rifiuto secco, tranne ovviamente i pericolosi e gli ospedalieri. Noi non abbiamo bisogno di fare pretrattamento del nostro rifiuto, abbiamo grandissima flessibilità.

Qual è l’investimento complessivo per realizzare un Distretto Circolare Verde?

Il valore di investimento può essere stimato in 3-400 milioni di euro.

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