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I progetti attualmente allo studio per la realizzazione del modello dei Distretti Circolari Verdi riguardano impianti immediatamente realizzabili di chimica verde funzionali alla transizione energetica finalizzati alla produzione di prodotti chimici “circolari” da conversione di rifiuti non riciclabili per via meccanica, prodotti che possono essere utilizzati nelle filiere industriali, oppure nel settore dei combustibili e carburanti a bassa intensità carbonica o ancora per la produzione di nuovi materiali plastici.

I progetti ad oggi allo studio, dislocati da nord a sud dell’Italia, prevedono diversi tagli di capacità e mix di output di prodotto, come idrogeno, metanolo, etanolo e gas di sintesi. A pieno regime, si prevede che con i Distretti Circolari Verdi attualmente allo studio si potrebbero produrre:

56.000ton/anno di idrogeno circolare
511.000ton/anno di metanolo circolare
445.000ton/anno di syngas
165.000ton/anno di etanolo circolare

RICICLO

Come i Distretti contribuiscono al recupero dei rifiuti

I progetti di Distretti Circolari Verdi attualmente allo studio potrebbero trattare 2.272.000 tonnellate annue di rifiuti attualmente non recuperabili, pari al 7,55% del totale nazionale dei rifiuti urbani annualmente prodotti (dati 2019) e pari al 36% del totale dei rifiuti urbani smaltiti ogni anno in discarica.

Si stima che i dieci progetti attualmente allo studio consentirebbero un risparmio superiore a 1,8 milioni di tonnellate annue di CO2.

OCCUPAZIONE E SVILUPPO

Nuove opportunità di lavoro e di sviluppo

I dieci Distretti allo studio coinvolgerebbero migliaia di posti di lavoro direttamente e indirettamente impiegati a regime per la gestione degli impianti.

Il progetto contribuisce allo sviluppo economico e sociale delle aree di coesione e transizione e, promuovendo un modello di sostenibilità innovativo, costituisce un fattore di sviluppo particolarmente interessante per le Regioni del Meridione.

Nuove opportunità di lavoro e di sviluppo