Progetto

Il Progetto Taranto

Il Progetto allo studio per Taranto prevede la realizzazione del Distretto Circolare Verde nell’area della raffineria di Eni S.p.A., con impiego del gas circolare sia nei processi di Raffineria sia nel processo siderurgico della vicina acciaieria, in entrambi i casi ottenendo una significativa riduzione della CO2 emessa.

Il progetto prevede l’utilizzo della tecnologia di conversione chimica del carbonio e dell’idrogeno contenuti nei rifiuti plastici non riciclabili (Plasmix) e nel combustibile solido secondario (CSS) e frazione secca del rifiuto indifferenziato in Gas CircolareTM. Il progetto allo studio prevede che parte del Gas CircolareTM prodotto venga trasformato in idrogeno circolare, che potrebbe essere utilizzato nei processi della raffineria di Eni, andando a ridurre le relative emissioni di CO2; la parte rimanente potrebbe essere impiegata nell’acciaieria acciaieria, in sostituzione del carbone per alimentare l’altoforno, o in sostituzione del metano nei processi di riduzione diretta (DRI), riducendo così le emissioni complessive. Il progetto offrirebbe quindi un contributo importante anche alla decarbonizzazione dell’industria siderurgica e alla riduzione del polverino di carbone.

Il processo si basa su una ossidazione parziale dei rifiuti, al fine di ridurre al minimo la formazione di CO2 e al tempo stesso evitare qualsiasi formazione di gas inquinanti quali le diossine. Poi avviene la purificazione del syngas, con rimozione di tutti i residui metallici, frazioni contenenti mercurio e acido solfidrico.

Il processo non prevede combustione e assicura una riduzione dell’impatto ambientale, in quanto non produce emissioni inquinanti.

Il progetto di Taranto, denominato Kyklos, oltre ai benefici relativi alla riduzione di CO2 di origine fossile derivanti dall’evitare l’incenerimento dei rifiuti consentendone invece il recupero, garantirebbe una riduzione delle emissioni di CO2 associate agli attuali processi della raffineria. Inoltre, grazie all’impiego del Gas CircolareTM nell’acciaieria in sostituzione del carbone per alimentare l’altoforno o in sostituzione del metano nella produzione diretta, darebbe un importante spinta alla decarbonizzazione del settore siderurgico. 

Il progetto è attualmente in fase di studio.