Distretto Circolare Verde

NextChem e JFE Engineering Corporation hanno firmato un accordo per la produzione di prodotti chimici a bassa impronta carbonica, con l’obiettivo di fornire una piattaforma tecnologica integrata per la tecnologia Waste to Chemical. Scopo dell’accordo è quello di sviluppare congiuntamente il modello che vede nei rifiuti una risorsa per la produzione di carburanti avanzati, idrogeno, fertilizzanti e prodotti chimici low carbon. Il processo di conversione chimica dei rifiuti in gas di sintesi e l’utilizzo di questo intermedio per la produzione di idrogeno circolare, carburanti avanzati e molti altri prodotti consente di contribuire alla decarbonizzazione dei processi produttivi e di migliorare l’impatto carbonico in fase di utilizzo finale dei prodotti.

A proposito di elettrolisi, NextChem e Enel Green Power North America, Inc. (EGPNA) hanno firmato un Protocollo d’Intesa per un progetto per la produzione di idrogeno verde tramite elettrolisi, che dovrebbe essere operativo nel 2023. Il progetto utilizzerà l’energia rinnovabile generata da uno degli impianti solari di EGPNA negli Stati Uniti per produrre l’idrogeno verde che verrà fornito a una bioraffineria. L’accordo prevede che NextChem svolga la funzione di partner tecnologico e di ingegneria, oltre che full turnkey EPC (Engineering, Procurement and Construction) contractor, fornendo a Enel Green Power l’assistenza tecnica necessaria per lo sviluppo e la realizzazione del progetto.

NextChem ha da poco lanciato la sua nuova controllata MyRechemical, per andare incontro al mercato con le più innovative soluzioni tecnologiche per l’economia circolare: MyRechemical opera nella valorizzazione chimica delle plastiche non riciclabili e ai processi “Waste to Chemical” ed è interamente dedicata alle tecnologie di conversione chimica dei rifiuti per la produzione di idrogeno, metanolo, etanolo e derivati “circolari”. Con questa ulteriore iniziativa NextChem può offrire su scala industriale una piattaforma completa e integrata per il recupero di tutte le tipologie di rifiuti plastici.

I prodotti circolari ottenuti dal recupero mediante conversione chimica dei rifiuti consentono un abbattimento delle emissioni di CO2 quando usati in sostituzione di prodotti derivati da idrocarburi e permettono di evitare le emissioni prodotte dall’incenerimento dei rifiuti, incrementandone invece il tasso di riciclo.

NextChem, insieme alla sua controllata MyReplast Indu­stries, ha lanciato il marchio MyReplastTM per la tecnolo­gia proprietaria di Upcycling e il relativo portafoglio pro­dotti – granuli e scaglie di polimeri riciclati. MyReplastTM Upcycling è la tecnologia innovativa di NextChem che combina il riciclo meccanico con il pro­cesso chimico. La tecnologia è installata in un impianto a Bedizzole (Brescia) con una capacità di 40.000 tonnellate annue e un’efficienza di rici­clo di circa il 95%, gestito dal­la controllata di NextChem, MyReplast Industries. Essa permette in modo flessibi­le di produrre prodotti pre­mium di qualità da rifiuti plastici rigidi post consumo, su misura e in base alle ri­chieste dei clienti. Questi nuovi prodotti riciclati, disponibili in granuli e sceglie, han­no caratteristiche chimico-fi­siche e proprietà analoghe a quelle dei polimeri vergini di origine fossile.

Il modello di Distretto Circolare Verde si è arricchito a luglio 2020, quando NextChem e LanzaTech hanno firmato un accordo per la produzione di etanolo circolare attraverso la conversione chimica dell’idrogeno e del carbonio contenuti in plasmix e CSS. Con la tecnologia biologica LanzaTech di “syngas fermentation”, l’etanolo è prodotto dai batteri trasformando il Gas Circolare a bassa temperatura e bassa pressione, migliorando l’intera sostenibilità del processo. NextChem licenzierà in esclusiva questa tecnologia per l’Italia e con accordi mirati per i mercati esteri. L’Etanolo circolare derivante da questo processo può essere miscelato con le benzine, sostituendo componenti fossili, con un carbon footprint inferiore. Quando prodotto da rifiuti secchi contenenti frazioni non fossili, il 40% dell’Etanolo circolare può essere considerato come “advanced” secondo la Direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili. L’Etanolo, in Italia totalmente importato, è anche un intermedio importante per una serie di componenti chimici, come l’etil-acetato e l’alcol utilizzato come disinfettante.